Cosa Mangiare durante il Trekking: Guida Completa con Calorie, Tabelle e Piano Alimentare

Durante il trekking si bruciano tra 400 e 600 kcal all’ora (MET 6, persona di 70 kg), con picchi oltre le 700 kcal su percorsi con dislivello elevato e zaino pesante. Una giornata di escursione da 6 ore può richiedere fino a 5.000 kcal totali. Gli alimenti migliori da portare in zaino sono frutta secca, frutta disidratata, barrette di cereali integrali, cioccolato fondente e un panino proteico per il pranzo. L’idratazione richiede 500-750 ml di acqua ogni ora, con integrazione di elettroliti oltre le 2 ore di cammino.

Il trekking è una delle attività fisiche con il dispendio calorico più alto in assoluto, eppure è quella in cui l’alimentazione viene gestita peggio. Chi parte in montagna con una bottiglia d’acqua e qualche biscotto rischia di finire le energie a metà sentiero. Chi invece si porta troppo cibo pesante rallenta il passo e fatica la digestione. La differenza tra un’escursione piacevole e una di sofferenza dipende spesso da cosa, quanto e quando si mangia. Questa guida ti dà numeri precisi per pianificare l’alimentazione da trekking in modo intelligente: le calorie bruciate per il tuo peso, il fabbisogno per ogni fase della giornata, il piano pasto completo e la lista degli alimenti migliori da mettere in zaino.

escursionista mangia una barretta durante una pausa trekking in montagna con zaino e borraccia
La pausa snack ogni 60-90 minuti è la regola d’oro del trekking: poco e spesso, per mantenere la glicemia stabile senza appesantire la digestione.

Quante calorie brucia il trekking: tabelle per peso e dislivello

Il dispendio calorico durante il trekking dipende da quattro variabili principali: il peso corporeo, la durata, il dislivello e il peso dello zaino. Il valore MET (Metabolic Equivalent of Task) per il trekking standard è circa 6, il che significa che si consuma 6 volte l’energia del riposo. La formula base è:

Formula MET: Kcal = MET × peso corporeo (kg) × durata (ore)
Esempio: persona di 70 kg, 5 ore di trekking, MET 6 → 6 × 70 × 5 = 2.100 kcal

Calorie bruciate per peso corporeo e durata (terreno misto, zaino leggero)

Peso corporeo 1 ora 3 ore 5 ore 8 ore
60 kg 360 kcal 1.080 kcal 1.800 kcal 2.880 kcal
70 kg 420 kcal 1.260 kcal 2.100 kcal 3.360 kcal
80 kg 480 kcal 1.440 kcal 2.400 kcal 3.840 kcal
90 kg 540 kcal 1.620 kcal 2.700 kcal 4.320 kcal
100 kg 600 kcal 1.800 kcal 3.000 kcal 4.800 kcal

Come il dislivello modifica il dispendio calorico

Il dislivello è il moltiplicatore più potente del consumo calorico durante il trekking. La formula di Margaria, utilizzata in fisiologia dello sport, stima che ogni metro di dislivello positivo richieda circa 0,09 kcal aggiuntive per kg di peso corporeo. In pratica:

Dislivello totale Kcal extra (60 kg) Kcal extra (70 kg) Kcal extra (80 kg)
300 m +162 kcal +189 kcal +216 kcal
500 m +270 kcal +315 kcal +360 kcal
800 m +432 kcal +504 kcal +576 kcal
1.200 m +648 kcal +756 kcal +864 kcal
1.500 m +810 kcal +945 kcal +1.080 kcal

Un’escursione da 6 ore con 800 m di dislivello per una persona di 70 kg brucia quindi circa 2.520 kcal (base MET) + 504 kcal (dislivello) = 3.024 kcal di sola attività fisica, cui va aggiunto il metabolismo basale delle ore restanti della giornata.

L’impatto del peso dello zaino

Ogni 10 kg aggiuntivi sulle spalle aumentano il dispendio calorico di circa il 10-15%. Uno zaino da 5 kg aggiunge circa il 5-7% al consumo totale, uno da 15 kg (trekking multigiorno) può aggiungere il 15-20%. Per questo motivo il trekker multigiorno con zaino pesante può bruciare facilmente 4.000-5.000 kcal in una giornata impegnativa.

Come stimare il tuo consumo personale: Usa il nostro calcolatore calorie corsa come punto di riferimento comparativo, oppure il calcolatore calorie camminata per escursioni pianeggianti. Per il trekking con dislivello, aggiungi manualmente le kcal extra dalla tabella del dislivello qui sopra.

Fabbisogno calorico totale per una giornata di trekking

Il fabbisogno calorico di una giornata di trekking è significativamente più alto di quello di un giorno normale. Per una persona di 70 kg con fabbisogno basale di circa 2.000 kcal/giorno, una giornata di escursione da 6 ore con dislivello medio porta il fabbisogno totale a circa 4.500-5.000 kcal. Questo non significa mangiare tutto durante l’escursione: una parte dell’energia viene dalla cena del giorno prima e dalle scorte di glicogeno.

Tipo di escursione Durata Dislivello Fabbisogno totale giornata (70 kg)
Passeggiata leggera 2-3 ore 100-200 m 2.500-2.800 kcal
Escursione media 4-5 ore 300-500 m 3.000-3.500 kcal
Trekking impegnativo 6-8 ore 600-1.000 m 3.800-4.500 kcal
Trekking alpinistico 8-10 ore 1.000-1.500 m 4.500-6.000 kcal
Trekking multigiorno impegnativo Tutto il giorno 1.000+ m 5.000-6.500 kcal

L’errore più comune: Molti escursionisti cercano di compensare il dispendio calorico mangiando molto durante la pausa pranzo. È sbagliato: un pasto abbondante durante l’escursione richiede molto sangue nell’apparato digerente, sottraendolo ai muscoli attivi. Il principio corretto è mangiare poco e spesso, con snack ogni 60-90 minuti e un pranzo al sacco leggero, distribuendo l’energia nel tempo.

Cosa mangiare prima: la sera prima e la colazione

La cena del giorno prima

La cena della sera precedente all’escursione è il momento più importante per fare scorte di glicogeno muscolare ed epatico, il carburante di riserva che il corpo utilizzerà nelle prime 2-3 ore di cammino. Il principio è lo stesso del carb-loading degli atleti di resistenza, applicato in modo più moderato.

Componente Alimento consigliato Quantità Kcal circa
Carboidrati complessi Pasta, riso, patate lesse, polenta 100-120 g a crudo 350-400
Proteine magre Pollo, pesce, uova, legumi 150-200 g 150-250
Verdure Insalata, zucchine, carote (non cavoli) 200 g 40-60
Frutta Banana, mela, frutta di stagione 1-2 frutti 80-150
Grassi buoni Olio EVO, un po’ di frutta secca 1-2 cucchiai olio 120-180

Da evitare la sera prima: fritture, salumi grassi, cibi piccanti, alcolici, legumi in grandi quantità (possono causare gonfiore notturno), e dolci ad alto indice glicemico. La cena ideale è leggera ma completa: abbondante nei carboidrati, moderata nelle proteine, povera di grassi pesanti.

La colazione prima dell’escursione

La colazione dovrebbe essere consumata almeno 1,5-2 ore prima di partire, per permettere una digestione parziale prima di mettere i piedi sul sentiero. Deve essere abbondante nei carboidrati ma facilmente digeribile.

Colazione Esempio pratico Kcal circa Note
Opzione classica italiana Pane tostato con miele + yogurt + frutta + caffè 450-550 Bilanciata, buona digestibilità
Opzione sportiva Porridge d’avena con banana e miele + latte 500-600 Ottima per rilascio lento di energia
Opzione pratica (rifugio/hotel) Pane + marmellata + uova + succo di frutta 500-650 Facile da trovare ovunque
Opzione leggera (partenza presto) Banana + barretta cereali + yogurt da bere 350-450 Se si parte subito, integrarla con uno snack al primo stop

Cosa mangiare durante: snack ogni ora e pranzo al sacco

Il principio fondamentale dell’alimentazione durante il trekking è poco e spesso. Il corpo in movimento non può digerire pasti abbondanti efficacemente: il flusso sanguigno è concentrato sui muscoli attivi, non nell’apparato digerente. La strategia ottimale è uno snack ogni 60-90 minuti di cammino, per un apporto di 150-250 kcal per sosta.

snack trekking su tavolo di rifugio alpino: frutta secca, cioccolato fondente 70%, barrette energetiche e borraccia
Gli snack ideali per lo zaino da trekking: frutta secca mista, datteri, cioccolato fondente 70%, barrette energetiche e proteiche. Leggeri, caloricamente densi e pronti da consumare in movimento.

Piano snack orario: esempio per escursione da 6 ore (70 kg)

Orario/Tappa Snack consigliato Kcal circa Funzione
Partenza (h 0) Colazione abbondante a casa/rifugio 500-600 Scorte glicogeno iniziali
Prima sosta (h +1,5) 30 g frutta secca mista + 1 dattero 180-200 Reintegro grassi + zuccheri rapidi
Seconda sosta (h +3) Panino con bresaola e rucola + frutta fresca 350-450 Pranzo proteico, carboidrati complessi
Terza sosta (h +4,5) Barretta cereali + 20 g cioccolato fondente 200-250 Mantenimento glicemia nel finale
Arrivo (h +6) Banana + yogurt o snack proteico 150-200 Avvio recupero post-sforzo

Il pranzo al sacco: cosa portare e cosa evitare

Il pranzo durante il trekking deve essere leggero, proteico e facilmente digeribile. Non è il momento del piatto abbondante: il corpo deve riprendere a camminare entro 20-30 minuti. Gli alimenti migliori per il pranzo al sacco sono:

Alimento Kcal circa Vantaggi
Panino con bresaola 300-350 Proteina magra, facilissima digestione, non deperisce in poche ore
Panino con prosciutto crudo magro 320-370 Classico, saziante, sodio utile per reintegrare il sale perso
Panino con tonno e pomodoro 280-330 Omega-3, proteine complete, leggero
Crackers con parmigiano 250-300 Leggero nello zaino, calcio, calorie dense in poco volume
Uova sode (2) 140-160 Proteine complete, praticissime, si conservano bene
Frutta fresca (mela, banana, pesca) 60-120 Acqua, potassio, zuccheri naturali, freschezza

Da evitare nel pranzo al sacco: Insalate con condimenti che colano, cibi che fermentano rapidamente al caldo (maionese, uova con condimenti, affettati grassi), pasti abbondanti di carboidrati come pasta fredda in grandi quantità (appesantiscono il cammino del pomeriggio), e bibite zuccherate che causano un picco glicemico seguito da un calo energetico.

Cosa mangiare dopo: recupero muscolare e reintegro

Il recupero post-trekking è una fase spesso sottovalutata. Dopo ore di attività muscolare intensa, il corpo ha bisogno di due cose in modo urgente: carboidrati per ricostituire il glicogeno esaurito nei muscoli e nel fegato, e proteine per riparare i microtraumi muscolari. La finestra ottimale per assumere questi nutrienti è entro 30-60 minuti dalla fine dell’escursione.

Fase recupero Timing Cosa mangiare Kcal circa
Snack immediato Entro 30 min dall’arrivo Banana + yogurt greco / latte / barretta proteica 200-300
Cena di recupero 1-2 ore dall’arrivo Pasta/riso + proteine magre + verdure antiossidanti 700-900
Idratazione post Tutto il pomeriggio/sera Acqua con pizzico di sale + potassio (banana, frutta) –

Le verdure della cena di recupero dovrebbero essere ricche di antiossidanti per contrastare lo stress ossidativo prodotto dall’attività fisica prolungata: pomodori, peperoni, spinaci e mirtilli sono scelte eccellenti. La birra al rifugio dopo la discesa è un classico irrinunciabile per molti, ma va considerato che l’alcol inibisce la sintesi proteica muscolare: se fai trekking frequentemente e vuoi massimizzare il recupero, limitane la quantità.

I migliori alimenti da portare in zaino: densità calorica e praticità

Nello zaino del trekking ogni grammo conta. La scelta degli alimenti deve bilanciare densità calorica (kcal per grammo di peso), facilità di trasporto, conservazione e praticità di consumo in movimento. Ecco i migliori per categoria.

Alimento Kcal/100 g Porzione zaino Kcal porzione Punti di forza
Noci 654 30 g 196 Omega-3, magnesio, potassio, energia duratura
Mandorle 579 30 g 174 Vitamina E, calcio, proteine vegetali
Datteri 282 40 g (4-5 datteri) 113 Zuccheri rapidi, potassio, magnesio, fibra
Albicocche secche 241 30 g 72 Potassio, ferro, beta-carotene, leggere
Cioccolato fondente 70% 598 25 g 150 Magnesio, caffeina, boost energia rapido
Barretta cereali integrali 380-420 40 g (1 barretta) 152-168 Pratica, bilanciata, carboidrati complessi
Banana 89 120 g (1 media) 107 Potassio, zuccheri misti, facilissima digestione
Crackers integrali 400-430 40 g 160-172 Carboidrati complessi, leggeri, non si schiacciano
Parmigiano/Grana (scaglie) 392 20 g 78 Calcio, proteine, sodio, si conserva bene
Bresaola (fettine) 151 80 g 121 Proteina magra, digeribile, pratica per il panino

Il mix perfetto per lo zaino: Combina 30 g di frutta secca mista (noci + mandorle), 40 g di frutta essiccata (datteri + albicocche), 1 barretta di cereali e 25 g di cioccolato fondente. Questo mix da 125 g totali apporta circa 600-650 kcal, pesa pochissimo, si conserva a qualsiasi temperatura e copre uno snack ogni ora per 3 ore di cammino.

Cosa non mangiare: gli errori alimentari da evitare

Alcuni alimenti che sembrano adatti al trekking si rivelano invece controproducenti per motivi fisiologici precisi. Conoscerli evita sorprese spiacevoli a metà sentiero.

Alimento/abitudine Perché evitarlo Alternativa migliore
Zuccheri semplici in eccesso (merendine, caramelle, succhi industriali) Causano picco glicemico + crollo insulinico: energia alta per 20 minuti poi buco nero Datteri, frutta disidratata, frutta fresca
Alcol Diuretico, altera la termoregolazione, riduce coordinazione e giudizio del rischio, inibisce il recupero muscolare Acqua con elettroliti, tè freddo non zuccherato
Cibi molto grassi prima dell’escursione (fritti, salumi grassi) Digestione lenta (4-6 ore): si parte con il sistema digestivo ancora in piena attività, meno sangue ai muscoli Carboidrati complessi + proteine magre
Pasto abbondante a metà escursione Il corpo deve irrigare l’apparato digerente: meno sangue ai muscoli attivi, sonnolenza, crampi Pranzo al sacco leggero (350-450 kcal) + snack frequenti
Verdure fermentanti (cavoli, broccoli, legumi crudi) Causano gonfiore e gas intestinali durante il cammino Carote, pomodorini, cetrioli, frutta
Caffè in abbondanza Diuretico: aumenta la perdita di liquidi e sali minerali già elevata per sudorazione 1 caffè al mattino va bene; in escursione preferire acqua
Non mangiare nulla durante il cammino Ipoglicemia da sforzo: calo di energia improvviso, difficoltà di concentrazione, tremore, capogiri Snack ogni 60-90 minuti anche senza fame percepita

Idratazione ed elettroliti: quanto e quando bere

L’idratazione durante il trekking è critica quanto l’alimentazione. Una disidratazione del 2% del peso corporeo riduce le prestazioni fisiche del 10-20%. Una perdita del 4-5% causa affaticamento severo, crampi, cefalea e difficoltà cognitive. Il problema è che in montagna lo stimolo della sete è ridotto rispetto al piano, soprattutto ad alta quota dove l’aria secca aumenta la perdita di acqua attraverso la respirazione.

Quanto bere: guida pratica per condizioni diverse

Condizione ml/ora consigliati Tipo di bevanda
Clima fresco, sforzo moderato 400-500 ml/ora Acqua semplice sufficiente
Clima temperato, sforzo medio 500-700 ml/ora Acqua + sali minerali se >2 ore
Caldo estivo, sforzo elevato 700-1.000 ml/ora Bevanda isotonico o acqua + integratore elettroliti
Alta quota (>2.500 m) 600-800 ml/ora Acqua + elettroliti (perdita idrica aumentata con la respirazione)

Gli elettroliti: perché servono oltre le 2 ore

Con la sudorazione si perdono non solo acqua ma anche sodio, potassio, magnesio e cloro. Bere solo acqua in grandi quantità senza reintegrare gli elettroliti può causare iponatriemia (sodio nel sangue troppo basso), una condizione che provoca nausea, mal di testa e nei casi gravi disorientamento. Per escursioni superiori a 2 ore o con sudorazione abbondante, aggiungi sempre una fonte di elettroliti: una bustina di integratore salino, qualche cracker salato ogni ora, o una bevanda isotonica.

La soluzione fai-da-te per l’idratazione: 500 ml di acqua + un pizzico di sale (200-300 mg di sodio) + succo di mezzo limone + un cucchiaino di miele. Costa niente, pesa solo la borraccia e fornisce sodio, potassio e un po’ di zuccheri per mantenere la glicemia. Ideale come alternativa alle bevande isotoniche commerciali durante le pause.

Trekking di più giorni: alimentazione e peso dello zaino

Il trekking di più giorni introduce una variabile aggiuntiva fondamentale: il peso del cibo nello zaino. Ogni kg di peso extra aumenta il dispendio calorico, ma porta anche più cibo disponibile. La gestione ottimale prevede di bilanciare densità calorica, peso e praticità logistica.

La regola pratica per il trekking multigiorno autonomo (senza rifugio) è portare circa 600-800 g di cibo al giorno, puntando su alimenti con densità calorica superiore a 400-500 kcal per 100 g. Gli alimenti liofilizzati sono la scelta ideale per escursioni di più giorni: leggeri, longevi, bilanciati nei macronutrienti e facilissimi da preparare (solo acqua calda).

Categoria alimento Kcal/100 g Conservazione Adatto multigiorno
Liofilizzati 350-500 Anni Eccellente
Frutta secca 550-650 Settimane Eccellente
Frutta disidratata 240-350 Settimane Ottimo
Barrette energetiche 380-450 Mesi Ottimo
Pasta/riso istantaneo 350-380 Mesi Buono (richiede fornello)
Parmigiano/Grana in scaglie 392 7-10 giorni in fresco Buono per uscite brevi
Speck/bresaola sottovuoto 150-200 Giorni (aperto) o mesi (sigillato) Buono sigillato
Frutta fresca (banana, mela) 50-90 2-3 giorni Solo primi giorni

Chi fa trekking multigiorno troverà utile consultare anche la nostra guida su calorie e porzioni delle mandorle e su calorie e proprietà delle noci, due degli alimenti più efficienti in termini di rapporto peso/energia per lo zaino.

Domande frequenti sul trekking e l’alimentazione

Si può fare trekking con il diabete?

Sì, il trekking è compatibile con il diabete di tipo 2 e, con le dovute precauzioni, anche con il tipo 1. L’attività fisica migliora la sensibilità insulinica e il controllo glicemico. È fondamentale monitorare la glicemia prima, durante (ogni 60-90 minuti) e dopo l’escursione, portare sempre zuccheri a rapido assorbimento per gestire eventuali ipoglicemie (succo di frutta, zollette di zucchero, gel glucosato) e informare i compagni di escursione della propria condizione. Consultare sempre il diabetologo prima di affrontare escursioni impegnative per adeguare eventualmente la terapia.

Cosa mangiare durante il trekking in gravidanza?

Il trekking in gravidanza è generalmente sicuro nel primo e secondo trimestre per donne sane con gravidanza fisiologica, previa autorizzazione del ginecologo. Dal punto di vista alimentare, il fabbisogno calorico aggiuntivo in gravidanza (circa 300 kcal/giorno in più) si somma a quello del trekking. È cruciale mantenere un’idratazione abbondante, evitare alimenti che richiedono refrigerazione, portare snack frequenti per prevenire nausea e ipoglicemia, e privilegiare cibi ricchi di folati e ferro. Evitare il trekking ad alta quota oltre i 2.500 m per il rischio di riduzione dell’ossigeno disponibile.

Cosa mangiare in rifugio durante un’escursione?

Al rifugio le scelte migliori per non appesantirsi e riprendere il cammino sono: minestrone o zuppa di verdure, pasta in bianco o al pomodoro con porzione moderata, gnocchi o polenta con condimento leggero. Evitare secondi molto grassi come salsicce o stufati elaborati se si deve ancora camminare: richiedono 3-4 ore di digestione. Se il rifugio è la meta finale, si può concedere un pasto più completo. La birra in quantità moderata (1 bicchiere) è accettabile a fine escursione ma non durante, per il suo effetto diuretico e sul coordinamento.

Come si gestisce il mal di montagna e l’alimentazione?

Il mal di montagna (AMS) si manifesta tipicamente sopra i 2.500-3.000 m e uno dei suoi effetti è la riduzione dell’appetito, spesso accompagnata da nausea. In queste condizioni è ancora più importante mangiare anche senza fame percepita, privilegiando carboidrati facilmente digeribili (crackers, frutta secca, barrette) ed evitando grassi pesanti e alcol che peggiorano i sintomi. L’idratazione abbondante è fondamentale: a quote elevate si perde più acqua attraverso la respirazione. In presenza di sintomi gravi (mal di testa severo, vomito, disorientamento) la discesa immediata è prioritaria rispetto a qualsiasi considerazione alimentare.

Cosa mangiare prima del trekking per chi ha problemi gastrointestinali?

Chi soffre di colon irritabile, reflusso o sensibilità gastrointestinale deve prestare particolare attenzione alla scelta degli alimenti pre-trekking. Da evitare: caffè a stomaco vuoto, cibi piccanti, latticini in caso di intolleranza al lattosio, cibi molto fibrosi come crusca o legumi. Da privilegiare: riso in bianco, pane bianco tostato, banana matura, patate lesse, uova sode. Durante l’escursione preferire snack facilmente digeribili come crackers di riso, banana e piccole quantità di frutta secca, evitando barrette ad alto contenuto di fibre che possono scatenare sintomi in soggetti sensibili.

Il trekking aiuta a perdere peso?

Il trekking è un’attività efficace per il dimagrimento grazie all’alto dispendio calorico (400-600 kcal/ora) e alla bassa intensità che favorisce l’utilizzo dei grassi come carburante. Tuttavia, molti trekker compensano inconsapevolmente le calorie bruciate mangiando di più il giorno successivo o durante l’escursione. Per usare il trekking come strumento di dimagrimento è importante non sovrastimare le calorie bruciate, mantenere un leggero deficit calorico nella giornata complessiva e non usare l’escursione come giustificazione per abbuffarsi la sera. Un’uscita settimanale da 5-6 ore, combinata con un’alimentazione equilibrata, può contribuire a una perdita di 0,2-0,3 kg a settimana.

Come si organizza l’alimentazione per trekking con bambini?

I bambini hanno un metabolismo più rapido e riserve di glicogeno più ridotte degli adulti: hanno bisogno di rifornimenti più frequenti, ogni 45-60 minuti. Gli snack ideali per i bambini in escursione sono frutta fresca (banana, mele, uva), crackers con formaggio, barrette ai cereali non troppo zuccherate e frutta secca in piccole quantità. L’idratazione è critica: i bambini percepiscono meno la sete e si disidratano più velocemente. Offrire da bere proattivamente ogni 20-30 minuti, anche senza che lo chiedano. Portare sempre qualcosa di molto appetibile come riserva motivazionale, come un quadratino di cioccolato fondente, per i momenti di calo energetico.

Ci sono integratori utili per il trekking?

Per la maggior parte degli escursionisti occasionali gli integratori non sono necessari se l’alimentazione è equilibrata. Per escursioni impegnative o multigiorno, tre categorie hanno senso: gli elettroliti (sodio, potassio, magnesio) per compensare le perdite con la sudorazione; i gel energetici a base di carboidrati per i finali di salita impegnativi, quando masticare è difficoltoso; e le proteine in polvere o barrette proteiche per il recupero post-escursione se non si riesce a consumare un pasto completo entro un’ora dall’arrivo. Evitare stimolanti come caffeina ad alta dose o pre-workout pensati per la palestra: non sono adatti alle dinamiche dell’escursionismo.

Come cambia l’alimentazione per il trekking invernale rispetto a quello estivo?

In inverno il fabbisogno calorico aumenta rispetto all’estate perché il corpo deve produrre calore per mantenere la temperatura corporea, con un incremento stimato del 10-25% sul dispendio totale. È necessario portare più calorie e privilegiare grassi e carboidrati complessi. Attenzione agli alimenti che gelano nello zaino: cioccolato fondente e barrette diventano duri e difficili da masticare; i gel energetici si solidificano. Tenere gli snack nelle tasche interne a contatto con il corpo. L’idratazione è spesso sottovalutata in inverno: si suda meno ma si perde molta acqua con la respirazione dell’aria fredda e secca.

Il trekking fa bene dopo i 60 anni e l’alimentazione cambia?

Il trekking è una delle attività fisiche più indicate per gli over 60 per i suoi benefici su cuore, ossa, equilibrio e salute mentale. Dal punto di vista alimentare, dopo i 60 anni aumenta il fabbisogno proteico relativo (1,2-1,6 g per kg di peso al giorno) per contrastare la sarcopenia. Il pasto di recupero post-escursione diventa quindi ancora più importante e dovrebbe includere una fonte proteica adeguata. L’idratazione richiede maggiore attenzione perché con l’età lo stimolo della sete si riduce ulteriormente. Chi assume farmaci per pressione o cuore dovrebbe consultare il medico prima di affrontare escursioni con dislivelli importanti.

Calcola il tuo fabbisogno calorico: Prima di pianificare l’alimentazione per il trekking, calcola il tuo fabbisogno calorico di base con il nostro calcolatore del fabbisogno calorico giornaliero. Aggiungendo le kcal extra del trekking dalla tabella di questa guida, otterrai una stima precisa di quanto mangiare nella giornata dell’escursione.

In breve

  • Il trekking brucia tra 400 e 600 kcal all’ora per una persona di 70 kg (MET 6); ogni 100 m di dislivello aggiunge circa 63-72 kcal extra
  • Una giornata di escursione da 6 ore con dislivello medio richiede un fabbisogno totale di 3.800-4.500 kcal, quasi il doppio del normale
  • Il principio cardine dell’alimentazione in escursione è poco e spesso: snack ogni 60-90 minuti da 150-250 kcal ciascuno
  • La cena del giorno prima è il momento più importante: carboidrati complessi abbondanti per fare scorta di glicogeno
  • I migliori snack per lo zaino: frutta secca (noci, mandorle), frutta disidratata (datteri, albicocche), barrette cereali, cioccolato fondente 70%
  • Il pranzo al sacco deve essere leggero e proteico (350-450 kcal): panino con bresaola, tonno o prosciutto crudo + frutta
  • Idratazione: 500-750 ml/ora in condizioni normali, fino a 1 litro con caldo intenso; elettroliti obbligatori oltre le 2 ore
  • Da evitare: zuccheri semplici in eccesso, pasti abbondanti a metà escursione, alcol, verdure fermentanti prima della partenza
  • Il recupero post-trekking richiede carboidrati + proteine entro 30-60 minuti dall’arrivo
  • Per il trekking multigiorno, puntare su alimenti con almeno 400 kcal/100 g: liofilizzati, frutta secca, barrette energetiche

Riferimenti scientifici

  • Ainsworth BE et al. — Compendium of Physical Activities (2011)
    Database internazionale dei valori MET per oltre 800 attività fisiche, incluso il trekking con e senza zaino. Riferimento scientifico per il calcolo del dispendio calorico
    pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Margaria R — Biomechanics and Energetics of Muscular Exercise (1976)
    Opera fondamentale del fisiologo italiano Rodolfo Margaria che stabilisce la formula per il calcolo delle calorie bruciate in camminate con dislivello, ancora ampiamente usata in fisiologia dello sport
    pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • SINU — LARN: Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti (2014)
    Linee guida italiane ufficiali sui fabbisogni nutrizionali, con indicazioni specifiche sull’idratazione, il fabbisogno proteico per attività fisiche intense e il ruolo dei carboidrati nel metabolismo energetico
    sinu.it
  • ISSN Position Stand — Nutrient Timing (2017)
    Documento della International Society of Sports Nutrition sul timing ottimale dei nutrienti prima, durante e dopo l’attività fisica di resistenza, con raccomandazioni su carboidrati e proteine per il recupero
    pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Sawka MN et al. — American College of Sports Medicine Position Stand on Exercise and Fluid Replacement (2007)
    Linee guida ACSM sull’idratazione durante l’attività fisica, con raccomandazioni su quantità di liquidi e integrazione elettrolitica in diverse condizioni climatiche
    pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  • Ministero della Salute — Linee Guida per una Sana Alimentazione (CREA, 2018)
    Indicazioni italiane ufficiali sull’alimentazione in relazione all’attività fisica, con raccomandazioni su carboidrati, proteine e idratazione per soggetti fisicamente attivi
    salute.gov.it
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