Mounjaro o Wegovy: Differenze, Risultati ed Effetti Collaterali
Mounjaro (tirzepatide) e Wegovy (semaglutide) sono entrambi farmaci iniettabili settimanali per la perdita di peso. Il tirzepatide agisce su due recettori (GIP + GLP-1), la semaglutide su uno solo (GLP-1). Nei numeri: il tirzepatide porta a una perdita media del 20-22% del peso corporeo, la semaglutide al 14-15%. In Italia (giugno 2026) nessuno dei due è rimborsato dal SSN per l’obesità: entrambi costano 300-500 euro al mese a carico del paziente. Per il diabete tipo 2, Mounjaro è rimborsato SSN da febbraio 2025; Wegovy no.
Dal 2021 in poi i nomi Ozempic, Wegovy e Mounjaro sono entrati nel linguaggio comune. Ma la domanda che sempre più persone si pongono è concreta: qual è il migliore tra i due? La risposta non è semplice come sembra, perché dipende dal profilo del paziente, dall’obiettivo terapeutico e dalle condizioni cliniche associate. Questo articolo risponde alla domanda con i dati degli studi clinici disponibili, senza comunicare indicazioni terapeutiche individuali che spettano al medico.
Nota importante: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consiglio medico né raccomandazione all’uso di farmaci. Semaglutide e tirzepatide sono farmaci soggetti a prescrizione medica obbligatoria in Italia. Prima di assumere qualsiasi farmaco, consulta il tuo medico di base o uno specialista in endocrinologia o medicina dell’obesità.
Il Meccanismo: Cosa li Distingue Davvero
La differenza fondamentale tra i due farmaci è il numero di recettori su cui agiscono. Comprendere questo punto è la chiave per capire perché Mounjaro produce risultati superiori sulla perdita di peso.
Semaglutide (Wegovy): agonista GLP-1
La semaglutide mima il GLP-1 (glucagon-like peptide-1), un ormone prodotto nell’intestino in risposta al cibo. Il GLP-1 stimola la secrezione di insulina in modo glucosio-dipendente (solo quando la glicemia è alta), riduce la secrezione di glucagone, rallenta lo svuotamento gastrico e agisce sul cervello riducendo l’appetito. Il meccanismo della semaglutide è già approfondito nella nostra guida completa alla semaglutide.
Tirzepatide (Mounjaro): doppio agonista GIP + GLP-1
Il tirzepatide agisce su due recettori contemporaneamente: il GLP-1 (stesso della semaglutide) e il GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide). Il GIP è un secondo ormone incretinico prodotto nell’intestino che normalmente ha effetti modesti da solo. La scoperta cruciale è che il GIP in combinazione con il GLP-1 produce effetti sinergici superiori alla somma dei due: amplifica la risposta insulinica, riduce l’appetito con maggiore intensità e sembra agire direttamente sui depositi di grasso attraverso recettori GIP presenti nel tessuto adiposo.
| Caratteristica | Wegovy (semaglutide) | Mounjaro (tirzepatide) |
|---|---|---|
| Principio attivo | Semaglutide | Tirzepatide |
| Produttore | Novo Nordisk | Eli Lilly |
| Recettori bersaglio | GLP-1 (singolo) | GIP + GLP-1 (doppio) |
| Via di somministrazione | Iniezione sottocutanea settimanale | Iniezione sottocutanea settimanale |
| Dosaggio per obesità | Da 0,25 mg a 2,4 mg/settimana | Da 2,5 mg a 15 mg/settimana |
| Emivita | ~7 giorni | ~5 giorni |
| Classe farmacologica | Agonista GLP-1 | Agonista doppio GIP/GLP-1 (TWINCRETIN) |
I Numeri: SURMOUNT vs STEP a Confronto
Il confronto diretto tra i due farmaci si basa su due famiglie di studi: gli studi STEP per la semaglutide e gli studi SURMOUNT per il tirzepatide. Non sono stati confrontati nello stesso trial fino all’arrivo di SURMOUNT-5 nel 2024, il primo studio che li ha messi testa a testa.
Gli studi separati
| Studio | Farmaco | Durata | Pazienti | Calo peso medio | Calo con dose massima |
|---|---|---|---|---|---|
| STEP-1 | Semaglutide 2,4 mg | 68 settimane | 1.961 (obesità, senza diabete) | -14,9% | -14,9% (dose unica) |
| SURMOUNT-1 | Tirzepatide 5/10/15 mg | 72 settimane | 2.539 (obesità, senza diabete) | -16% (10 mg) | -20,9% (15 mg) |
| STEP-2 | Semaglutide 2,4 mg | 68 settimane | 1.210 (diabete tipo 2) | -9,6% | -9,6% |
| SURMOUNT-2 | Tirzepatide 10/15 mg | 72 settimane | 938 (diabete tipo 2 + obesità) | -13,4% (10 mg) | -15,7% (15 mg) |
Il confronto diretto: SURMOUNT-5
Nel 2024 è stato pubblicato il primo studio che ha confrontato direttamente tirzepatide (10 mg e 15 mg) con semaglutide (2,4 mg) in pazienti con obesità senza diabete per 72 settimane.
| Farmaco (SURMOUNT-5) | Calo peso medio | % pazienti con calo ≥ 20% | % pazienti con calo ≥ 25% |
|---|---|---|---|
| Tirzepatide (10-15 mg) | -20,2% | 51,6% | 32,4% |
| Semaglutide (2,4 mg) | -13,7% | 26,2% | 12,7% |
| Differenza | +6,5 punti % favore tirzepatide | +25,4 punti % | +19,7 punti % |
Il dato che conta davvero: il 51,6% dei pazienti trattati con tirzepatide ha perso almeno il 20% del peso corporeo, contro il 26,2% con semaglutide. In termini pratici, per una persona di 100 kg: Mounjaro porta mediamente a 80 kg, Wegovy a 86 kg. La differenza è reale e statisticamente robusta, ma entrambi producono risultati clinicamente rilevanti molto superiori a dieta e attività fisica da soli.
Effetti Collaterali: le Differenze Pratiche
Il profilo di effetti collaterali dei due farmaci è molto simile perché entrambi agiscono sull’asse intestino-cervello rallentando lo svuotamento gastrico. Le differenze esistono ma sono sfumate.
| Effetto collaterale | Wegovy (semaglutide) | Mounjaro (tirzepatide) | Note |
|---|---|---|---|
| Nausea | ~44% (vs 16% placebo) | ~17-31% | Più frequente con semaglutide nella fase di titolazione |
| Diarrea | ~30% | ~17-22% | Simile, tende a ridursi nel tempo |
| Stipsi | ~24% | ~11-17% | Più frequente con semaglutide |
| Vomito | ~24% | ~6-9% | Più frequente con semaglutide |
| Reflusso/dispepsia | ~14% | ~5-8% | – |
| Pancreatite acuta | Rara (<1%) | Rara (<1%) | Controindicazione relativa in caso di storia di pancreatite |
| Colelitiasi (calcoli biliari) | ~2,6% (vs 1,2% placebo) | ~0,4-1% | Rischio legato alla perdita di peso rapida |
| Reazioni in sede di iniezione | ~3-6% | ~3-5% | Eritema, prurito locali, generalmente lievi |
Il messaggio pratico: il tirzepatide sembra avere un profilo gastrointestinale leggermente più favorevole della semaglutide, con meno nausea e vomito nelle fasi iniziali. Questo potrebbe tradursi in una migliore tollerabilità per alcuni pazienti. Tuttavia entrambi i farmaci richiedono una titolazione lenta (aumenti di dose ogni 4 settimane) proprio per minimizzare questi effetti collaterali nella fase di avvio.
Controindicazioni assolute comuni a entrambi
Indipendentemente da quale farmaco si considera, esistono controindicazioni che escludono entrambi: storia personale o familiare di carcinoma tiroideo midollare, MEN2 (neoplasia endocrina multipla di tipo 2), pancreatite cronica grave, gravidanza e allattamento. La perdita di massa muscolare durante il calo ponderale è un aspetto comune a entrambi (circa il 25-40% del peso perso può provenire dalla massa magra): per approfondire questo tema e le strategie per limitarlo, consulta la nostra guida alla semaglutide.
Disponibilità e Costi in Italia (Giugno 2026)
La situazione normativa in Italia è in rapida evoluzione. Ecco lo stato attuale aggiornato a giugno 2026.
| Farmaco | Indicazione diabete tipo 2 | Indicazione obesità | Costo per obesità | Rimborsato SSN |
|---|---|---|---|---|
| Mounjaro (tirzepatide) | Approvato AIFA, rimborsato SSN (Nota 100) da feb. 2025 | Approvato AIFA gen. 2026 | ~300-500 €/mese | Solo per diabete tipo 2 |
| Wegovy (semaglutide 2,4 mg) | Non approvato per diabete (Ozempic sì) | Disponibile in Italia, classe C | ~300-500 €/mese | No (classe C) |
| Ozempic (semaglutide 0,5-2 mg) | Rimborsato SSN (Nota 100) | Non approvato per obesità | N/A | Solo per diabete tipo 2 |
| Rybelsus (semaglutide orale 14 mg) | Rimborsato SSN (Nota 100) | Non approvato per obesità | N/A | Solo per diabete tipo 2 |
Il nodo irrisolto: in Italia, né Mounjaro né Wegovy sono rimborsati dal SSN per la gestione dell’obesità. Il costo mensile a carico del paziente, 300-500 euro, li rende inaccessibili per la maggior parte della popolazione. La legge 149/2025 ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica in Italia, aprendo un dibattito politico sulla rimborsabilità che non ha ancora prodotto decisioni formali.
Per valutare se si rientra nei parametri clinici che i medici considerano per la prescrizione (BMI ≥ 30, o ≥ 27 con comorbilità), il nostro calcolatore BMI fornisce un primo orientamento, ricordando che il dato va sempre contestualizzato con un professionista sanitario.
Chi Dovrebbe Scegliere Quale
La scelta tra Mounjaro e Wegovy non è una decisione che il paziente prende autonomamente: spetta al medico sulla base del profilo clinico individuale. Tuttavia, è utile conoscere i criteri che guidano la valutazione.
| Profilo del paziente | Considerazione prevalente | Farmaco tendenzialmente preferito |
|---|---|---|
| Diabete tipo 2 + obesità | Mounjaro rimborsato SSN per diabete; maggiore efficacia su HbA1c e peso | Mounjaro (tirzepatide) |
| Solo obesità, senza diabete | Entrambi a carico del paziente; tirzepatide ha risultati superiori a parità di costo | Mounjaro (tirzepatide) per i dati |
| Malattia cardiovascolare documentata | Semaglutide ha il trial SELECT (-20% MACE); tirzepatide ha dati cardiovascolari emergenti ma meno maturi | Wegovy (semaglutide) |
| Intolleranza GI grave a uno dei due | Il profilo GI del tirzepatide sembra leggermente più tollerato | Valutare switch a Mounjaro |
| Storia di carcinoma tiroideo midollare o MEN2 | Controindicazione assoluta per entrambi | Nessuno dei due |
| Donne in età fertile senza contraccezione | Entrambi controindicati in gravidanza; necessaria contraccezione | Discussione con il medico obbligatoria |
| Paziente con storia di pancreatite | Cautela con entrambi; controindicazione relativa | Valutazione specialistica |
Il dato cardiovascolare merita un approfondimento. Lo studio SELECT della semaglutide (pubblicato nel 2023, oltre 17.000 pazienti, follow-up 3+ anni) ha documentato una riduzione del 20% degli eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con obesità e malattia cardiovascolare preesistente, senza diabete. Per il tirzepatide, lo studio cardiovascolare SURPASS-CVOT ha confermato la non inferiorità ma i dati di superiorità non sono ancora maturi come quelli del SELECT. Per chi ha già avuto un infarto o un ictus, la semaglutide ha attualmente una base di evidenza cardiovascolare più solida. Per un approfondimento completo sul rimbalzo del peso alla sospensione, che interessa entrambi i farmaci, consulta il nostro articolo su cosa succede quando si smette la semaglutide.
Il Confronto con la Chirurgia Bariatrica
Per la prima volta nella storia della farmacologia dell’obesità, un farmaco (il tirzepatide) produce risultati che si avvicinano a quelli della chirurgia bariatrica. Il confronto è illuminante per capire i termini reali della questione.
| Approccio | Perdita di peso media a lungo termine | Reversibilità | Rischi principali | Costo indicativo Italia |
|---|---|---|---|---|
| Dieta + esercizio (soli) | -5-10% (difficile mantenimento) | Sempre reversibile | Bassi, ma alto tasso di recidiva | Variabile (supporto professionale) |
| Wegovy (semaglutide) | -14-15% | Reversibile alla sospensione | GI, pancreatite rara, tiroide | ~300-500 €/mese |
| Mounjaro (tirzepatide) | -20-22% | Reversibile alla sospensione | GI (profilo simile semaglutide) | ~300-500 €/mese |
| Sleeve gastrectomy | -20-25% | Parzialmente reversibile | Chirurgici, deficit nutrizionali | ~5.000-8.000 € (privato) |
| Bypass gastrico (RYGB) | -25-35% | Non reversibile | Chirurgici, dumping syndrome | ~6.000-12.000 € (privato) |
Il tirzepatide raggiunge risultati comparabili alla sleeve gastrectomy in termini di percentuale di peso perso. La differenza è nella natura dell’intervento: la chirurgia è permanente e produce cambiamenti anatomici irreversibili, i farmaci sono reversibili ma richiedono assunzione continua per mantenere i risultati. Per chi abbandona il farmaco, il peso tende a tornare (il rimbalzo è documentato per la semaglutide e atteso per il tirzepatide). Per chi abbandona la chirurgia, il peso può tornare ma i cambiamenti anatomici permangono. La chirurgia rimane l’opzione con i dati a lungo termine più consolidati (20+ anni di follow-up), ma il profilo rischio-beneficio dei nuovi farmaci ha reso il confine tra opzioni mediche e chirurgiche molto meno netto di un tempo. L’analisi del grasso viscerale, che è il principale fattore di rischio metabolico, è approfondita nel nostro articolo su grasso addominale e grasso viscerale.
Le Novità: Wegovy in Pillola e la Mossa della Francia
Il panorama di questi farmaci sta cambiando velocemente. Due sviluppi recenti meritano attenzione.
Wegovy in compresse: il parere EMA di maggio 2026
Il 22 maggio 2026 il Comitato per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha emesso un parere positivo per la semaglutide orale 25 mg (Wegovy compresse), indicata per la gestione cronica del peso negli adulti con obesità o sovrappeso con comorbilità. È la prima pillola dimagrante agonista GLP-1 approvata in Europa. I dati dello studio OASIS 1 mostrano una perdita di peso del 17,4% in 68 settimane, superiore all’iniettabile 2,4 mg. Per l’Italia, l’arrivo concreto non è atteso prima della fine del 2026 o inizio 2027, dopo il completamento dell’iter AIFA per prezzo e rimborsabilità.
La Francia apre il rimborso per l’obesità
Dal 15 giugno 2026, il servizio sanitario francese ha ammesso al rimborso sia Mounjaro che Wegovy per il trattamento dell’obesità grave (BMI ≥ 35 con comorbilità severe), con un percorso prescrittivo dedicato agli specialisti. La decisione di Parigi è significativa perché potrebbe accelerare il dibattito italiano sulla rimborsabilità, in un contesto in cui la legge 149/2025 ha già riconosciuto l’obesità come malattia cronica. Non ci sono però decisioni formali italiane al momento. Per chi vuole approfondire le strategie di perdita di peso non farmacologiche, la guida alle calorie per dimagrire offre un quadro completo degli approcci evidence-based.
In Breve
Mounjaro (tirzepatide) e Wegovy (semaglutide) sono entrambi iniettabili settimanali per la perdita di peso. La differenza principale è il meccanismo: tirzepatide agisce su due recettori (GIP + GLP-1), semaglutide su uno (GLP-1). Nei numeri, tirzepatide produce una perdita media del 20,2% del peso vs 13,7% della semaglutide nel confronto diretto SURMOUNT-5. Gli effetti collaterali sono simili (prevalentemente gastrointestinali) con un profilo leggermente migliore per il tirzepatide. In Italia (giugno 2026) nessuno dei due è rimborsato SSN per l’obesità: entrambi costano 300-500 €/mese. Mounjaro è rimborsato per il diabete tipo 2. Per chi ha malattia cardiovascolare documentata, la semaglutide ha una base di evidenza più consolidata (studio SELECT -20% eventi MACE). Per il diabete tipo 2 con obesità, Mounjaro è sia più efficace che rimborsato. Wegovy in pillola è atteso in Italia non prima di fine 2026.
Domande Frequenti
Sì, lo switching è tecnicamente possibile ma richiede supervisione medica per gestire il dosaggio di transizione. Non esiste un protocollo di conversione standardizzato, perché i due farmaci non hanno dosaggi equivalenti diretti. Generalmente si inizia il nuovo farmaco dalla dose più bassa e si titola progressivamente. I medici valutano lo switching quando il paziente non raggiunge la perdita di peso attesa con uno dei due farmaci, oppure per effetti collaterali intollerabili. Il passaggio da semaglutide a tirzepatide è più comune, motivato dai risultati superiori del tirzepatide negli studi SURMOUNT.
Sì, entrambi mostrano effetti benefici sulla steatosi epatica metabolica (MASLD, già nota come NAFLD). Il trial SYNERGY-NASH sul tirzepatide ha mostrato una risoluzione della steatoepatite (MASH) senza peggioramento della fibrosi nel 62,4% dei pazienti trattati rispetto al 19,2% del placebo. La semaglutide ha mostrato risultati simili in studi precedenti. I meccanismi sono sia diretti (recettori GLP-1 presenti nel fegato) sia indiretti (riduzione del peso corporeo e dell’adiposità viscerale che alimenta la steatosi).
No. Sia semaglutide che tirzepatide sono controindicati in gravidanza e allattamento. Le linee guida raccomandano di interrompere il trattamento almeno 2 mesi prima di un tentativo di concepimento, data la lunga emivita della semaglutide (circa 1 settimana) e la persistenza del farmaco nell’organismo. Negli studi preclinici su animali entrambi i farmaci hanno mostrato effetti avversi sullo sviluppo embrionale. Non esistono dati di sicurezza sull’uomo in gravidanza. Per le donne in età fertile che assumono questi farmaci è essenziale una contraccezione efficace.
Negli studi preclinici su roditori, entrambi i farmaci (come tutti gli agonisti GLP-1) hanno indotto carcinomi a cellule C della tiroide. Questo effetto non è stato confermato nell’uomo dagli studi clinici condotti finora, ma l’incertezza ha portato a una controindicazione assoluta per chi ha storia personale o familiare di carcinoma tiroideo midollare o MEN2 (neoplasia endocrina multipla di tipo 2). La lunga latenza dei tumori tiroidei rende difficile valutare il rischio con l’uso cronico. I pazienti in trattamento senza fattori di rischio non necessitano di sorveglianza tiroidea specifica aggiuntiva.
Entrambi si somministrano una volta a settimana. Se si dimentica la dose e mancano almeno 4 giorni alla somministrazione successiva programmata, si può iniettare il farmaco non appena ci si ricorda. Se invece mancano meno di 4 giorni alla dose successiva, si salta la dose dimenticata e si riprende il calendario regolare. Non si raddoppia mai la dose per compensare. Dimenticare una dose nelle fasi di mantenimento non compromette il risultato a lungo termine, ma può causare una temporanea riduzione dell’effetto anoressizzante.
La combinazione con altri farmaci anti-obesità (orlistat, naltrexone/bupropione) non è raccomandata nelle linee guida attuali e non esistono studi di sicurezza su queste combinazioni. Il rischio principale è l’ipoglicemia nei diabetici che assumono anche insulina o sulfaniluree: in questo caso il medico riduce generalmente la dose degli altri antidiabetici prima di iniziare il trattamento con GLP-1 o GIP/GLP-1. L’associazione con metformina è invece sicura e frequente nei pazienti con diabete tipo 2.
I dati degli studi clinici includono sempre una dieta ipocalorica moderata e attività fisica di supporto. Nella pratica clinica, i pazienti perdono peso significativo anche senza diete rigide perché i farmaci riducono l’appetito quasi automaticamente. Tuttavia i risultati migliori si ottengono quando il farmaco accompagna un cambiamento alimentare: la perdita di peso aggiuntiva rispetto al solo farmaco è stimata in 3-5 punti percentuali in più con la combinazione dieta più farmaco. La qualità della dieta incide anche sulla composizione corporea: un apporto proteico adeguato preserva maggiore massa muscolare durante il calo ponderale.
No, nel senso farmacologico della dipendenza: non agiscono sui circuiti della dopamina come le sostanze d’abuso e non inducono tolleranza, astinenza o craving compulsivo per il farmaco stesso. Tuttavia, quando si interrompe il trattamento l’appetito e il peso tendono a tornare rapidamente ai livelli precedenti, come documentato nello studio STEP 4 per la semaglutide. Questa dipendenza funzionale dagli effetti del farmaco, non dal farmaco in sé, è il motivo per cui molti endocrinologi parlano dell’obesità come malattia cronica che richiede trattamento continuativo.
L’indicatore primario è la perdita di peso: nelle prime 4 settimane si perdono tipicamente 1-3 kg per effetto anoressizzante immediato. A 12 settimane, chi non ha perso almeno il 5% del peso corporeo è considerato non responder e il medico rivaluta il proseguimento. Altri indicatori di risposta includono la riduzione della glicemia a digiuno nei diabetici, il miglioramento della pressione arteriosa e la riduzione della circonferenza addominale. La perdita di peso rallenta fisiologicamente dopo il primo anno ma non si azzera: il corpo raggiunge un nuovo punto di equilibrio metabolico inferiore al punto di partenza.
Sì, con dati emergenti interessanti. La PCOS è frequentemente associata a insulino-resistenza e obesità, due condizioni su cui i farmaci GLP-1 e GIP/GLP-1 agiscono direttamente. Studi preliminari e revisioni sistematiche mostrano miglioramenti nella regolarità mestruale, nella riduzione degli androgeni e nella sensibilità insulinica con semaglutide nelle donne con PCOS. I dati sul tirzepatide nella PCOS sono ancora limitati ma il meccanismo duale è promettente per questa condizione metabolica complessa. Nessuno dei due è approvato con indicazione specifica PCOS: l’uso in questo contesto è off-label e richiede supervisione specialistica.
Riferimenti Scientifici
-
Jastreboff AM, et al. — Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity (SURMOUNT-1, 2022) — New England Journal of Medicine
Studio clinico di fase III su 2.539 pazienti con obesità senza diabete: tirzepatide 15 mg produce una perdita media del 20,9% del peso in 72 settimane rispetto al placebo.
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov -
Wilding JPH, et al. — Once-Weekly Semaglutide in Adults with Overweight or Obesity (STEP-1, 2021) — New England Journal of Medicine
Studio pivot su 1.961 pazienti: semaglutide 2,4 mg produce una perdita del 14,9% del peso in 68 settimane; base di riferimento per il confronto con tirzepatide.
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov -
Wadden TA, et al. — SURMOUNT-5: Tirzepatide vs Semaglutide in Obesity (2024) — New England Journal of Medicine
Primo confronto diretto testa a testa: tirzepatide -20,2% vs semaglutide -13,7% in 72 settimane; la differenza è di 6,5 punti percentuali in favore del tirzepatide.
nejm.org -
Lincoff AM, et al. — Semaglutide and Cardiovascular Outcomes in Obesity without Diabetes (SELECT, 2023) — New England Journal of Medicine
Studio cardiovascolare su 17.604 pazienti obesi senza diabete: semaglutide riduce del 20% gli eventi cardiovascolari maggiori rispetto al placebo a oltre 3 anni di follow-up.
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov -
AIFA — Guida AIFA: Nuovi farmaci per il diabete e l’obesità, uso consapevole (2026)
Documento ufficiale AIFA sulla situazione regolatoria italiana di semaglutide e tirzepatide, con dati sui consumi 2020-2024 e indicazioni sull’appropriatezza prescrittiva.
aifa.gov.it -
Harrison SA, et al. — Tirzepatide for Metabolic Dysfunction-Associated Steatohepatitis (SYNERGY-NASH, 2024) — New England Journal of Medicine
Studio su 190 pazienti con MASH: tirzepatide risolve la steatoepatite nel 62,4% dei casi rispetto al 19,2% del placebo, con miglioramenti sulla fibrosi epatica.
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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